Il vetro è uno dei pochi materiali che può essere riciclato al 100% infinite volte senza perdere qualità. Questa caratteristica lo rende uno dei pilastri più solidi dell’economia circolare industriale. Eppure, perché il ciclo funzioni davvero — cioè perché lo scarto vetroso di un’azienda diventi cullet di qualità pronto per un forno di vetreria — serve una gestione precisa: separazione corretta alla fonte, impianti di selezione adeguati, conformità normativa in ogni passaggio.
In Italia nel 2024 il tasso di riciclo del vetro da imballaggio ha raggiunto l’80,3%, con oltre 2,1 milioni di tonnellate riciclate: risultato ben oltre il target europeo del 75% fissato per il 2030 (fonte: CoReVe – Consorzio Recupero Vetro, 2025). Un risultato che l’industria ha reso possibile grazie a una filiera consolidata di raccolta, selezione e lavorazione, che conta 23 vetrerie e 35 centri di trattamento attivi sul territorio nazionale, con una concentrazione significativa in Lombardia.
Noi di Savoldi Srl, operativi da oltre 70 anni con impianto certificato ad Albano Sant’Alessandro (BG), gestiamo la raccolta e il recupero di rottami vetrosi industriali con un impianto di selezione semiautomatico dedicato. In questo articolo spieghiamo come funziona il processo, quali obblighi ha l’azienda produttrice, quali tipologie di vetro trattiamo e come è strutturato il nostro servizio.
📊 Nel 2024 il riciclo del vetro in Italia ha generato risparmi ambientali misurabili: 394 milioni di m³ di gas risparmiati, 2,3 milioni di tonnellate di CO₂ in meno immesse nell’atmosfera e 3,8 milioni di tonnellate di materie prime vergini non estratte. Sul piano economico, ha evitato 407 milioni di euro di costi di smaltimento in discarica (fonte: CoReVe, Rapporto annuale 2025).
Cosa sono i rottami di vetro industriale: classificazione e codici CER
Il vetro derivante da attività produttive, commerciali o industriali rientra nella categoria dei rifiuti speciali non pericolosi ai sensi del D.Lgs. 152/2006, a condizione che non sia contaminato da sostanze pericolose. Questa classificazione determina gli obblighi documentali, le modalità di trasporto e le procedure di conferimento.
Nel nostro impianto trattiamo le seguenti tipologie principali di rottami vetrosi:
| Tipologia vetro | Codice CER tipico | Provenienza frequente | Note operative |
| Bottiglie e contenitori in vetro | 15.01.07 / 20.01.02 | Industria alimentare, bar, GDO, Comuni | Separare per colore migliora la qualità del cullet |
| Vasetti e imballaggi farmaceutici | 15.01.07 | Industria farmaceutica, cosmetica | Verificare assenza residui chimici |
| Lastre e vetro piano da costruzione | 17.02.02 | Edilizia, infissi, serramentisti | Eliminare guarnizioni e metalli prima del conferimento |
| Sfridi e scarti di lavorazione vetrosa | 10.11.12 / 03.07.99 | Vetrerie, laboratori, industria ottica | Alta purezza — valore elevato per vetrerie |
| Vetro misto da raccolta differenziata | 20.01.02 | Comuni e consorzi del territorio BG | Selezione semiautomatica necessaria |
⚠️ La ceramica, il cristallo al piombo, il pyrex (vetro borosilicato) e gli specchi NON sono riciclabili insieme al vetro da imballaggio: hanno punti di fusione diversi e compromettono la qualità del cullet. Anche pochi grammi di ceramica su una tonnellata di vetro possono rendere non conforme l’intero lotto per le vetrerie. Questa è la contaminazione più critica da gestire alla fonte.
Come funziona il processo di riciclo del vetro: dal rottame al cullet pronto per il forno
Il vetro non arriva in vetreria così com’è raccolto. Prima di poter essere rifuso, deve essere selezionato, depurato e ridotto in frammenti uniformi — il cosiddetto cullet. Secondo i dati CoReVe, il rottame di vetro “pronto al forno” rappresenta oggi fino al 90% delle materie prime utilizzate dai forni per la produzione di vetro colorato destinato a nuovi imballaggi. Questo significa che la qualità del cullet prodotto determina direttamente l’efficienza dei processi industriali delle vetrerie.
Fase 1 — Raccolta e conferimento
La prima variabile che determina la qualità finale è la separazione alla fonte. Un contenitore dedicato al solo vetro — senza plastica, metalli, ceramica o carta — riduce drasticamente i tempi di cernita e migliora la resa del materiale. Noi di Savoldi Srl collaboriamo con aziende e con i Comuni del territorio bergamasco, raccogliendo il vetro con mezzi propri e gestendo tutta la documentazione (FIR) dal primo ritiro.
Fase 2 — Selezione semiautomatica nell’impianto di Albano S. Alessandro
Il vetro che arriva al nostro impianto viene sottoposto a una cernita semiautomatica su linea dedicata. Il sistema combina separazione manuale da parte di personale specializzato e sistemi automatizzati per isolare: metalli ferrosi e non ferrosi (tramite separatori magnetici), frammenti di ceramica e materiali refrattari, plastica e altri corpi estranei. Questo impianto è specifico per il vetro e non è condiviso con altre linee di lavorazione: garantisce una separazione più accurata rispetto ai processi generici.
Fase 3 — Frantumazione e produzione del cullet
Il vetro selezionato viene frantumato in frammenti di dimensioni omogenee — il cullet — pronti per la fusione. La granulometria del cullet influisce direttamente sull’efficienza del forno in vetreria: un cullet uniforme fonde in modo più omogeneo, riducendo i consumi energetici e i difetti nel prodotto finale. Ogni lotto viene verificato rispetto agli standard qualitativi richiesti dai clienti industriali a valle.
Fase 4 — End of Waste e avvio alle vetrerie
Il cullet conforme agli standard diventa materia prima secondaria (MPS) — End of Waste: cessa di essere classificato come rifiuto e può essere commercializzato e trasportato come un normale prodotto industriale. Viene consegnato alle 23 vetrerie italiane o ai 35 centri di trattamento specializzati per alimentare i forni di produzione di nuovi imballaggi, lastre e manufatti in vetro. Il ciclo si chiude completamente: il barattolo della marmellata prodotta in un’azienda bergamasca diventa la materia prima del barattolo successivo.
Normativa sui rottami di vetro: obblighi concreti per le aziende nel 2025
La gestione del vetro qualificato come rifiuto speciale è disciplinata dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), aggiornato dal D.Lgs. 116/2020. Gli obblighi sono analoghi a quelli degli altri rifiuti speciali non pericolosi, ma con alcune specificità operative da conoscere.
| Obbligo | Dettaglio operativo | Conseguenze in caso di violazione |
| Classificazione CER | Attribuire il codice CER corretto prima del conferimento (es. 15.01.07, 17.02.02, 20.01.02) | Sanzione amministrativa da 2.600 € a 26.000 € |
| Deposito temporaneo | Max 30 mc o 1 anno dalla produzione senza autorizzazione; 3 mesi se si superano i 30 mc | Sanzione fino a 26.000 € + ripristino |
| Trasportatore autorizzato | Il trasporto deve essere affidato a soggetti iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (cat. 5) | Illecito penale per il produttore e il trasportatore |
| FIR e RENTRI | Formulario in 4 copie firmato; progressiva obbligatorietà del FIR digitale tramite RENTRI dal 2024 | Sanzione amministrativa + blocco del trasporto |
| Registro carico/scarico | Aggiornamento entro 10 giorni lavorativi da ogni operazione | Sanzione fino a 18.000 € |
| MUD annuale | Presentazione entro il 30 giugno per chi supera le soglie di produzione | Sanzione amministrativa + irregolarità documentale |
Noi di Savoldi Srl gestiamo internamente tutta la parte documentale: classificazione CER, FIR digitale (RENTRI), registro di carico/scarico e reportistica. Le aziende clienti non devono gestire nessun adempimento burocratico aggiuntivo: riceviamo noi il FIR compilato correttamente, lo firmiamo e lo archiviamo, restituendo copia al cliente.
Riciclo del vetro e impatto ambientale: i numeri che contano per la rendicontazione ESG
Il vetro è uno dei materiali con il maggiore impatto positivo misurabile nel riciclo, perché ogni ciclo di rifusione del cullet risparmia energia, gas e materie prime vergini in modo quantificabile. Questo lo rende particolarmente rilevante per le aziende che devono rendicontare le performance ambientali ai sensi della CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) o rispondere a questionari di sostenibilità di clienti e istituti di credito.
| Indicatore ambientale | Produzione da materie vergini | Produzione da cullet riciclato | Risparmio per tonnellata |
| Consumo energetico | Elevato (fusione sabbia + soda + calcare) | Ridotto: ogni 10% di cullet in più riduce il consumo energetico del ~3% | –20/30% su ciclo completo |
| Emissioni CO₂ | Base di riferimento per il settore | 2,3 Mt CO₂ risparmiate in Italia nel 2024 | Significativo per ogni tonnellata |
| Consumo di gas naturale | Piena combustione per fusione da vergine | 394 milioni di m³ risparmiati in Italia nel 2024 | Diretta riduzione Scope 3 |
| Materie prime vergini estratte | Sabbia silicea, soda, calcare, feldspato | 3,8 milioni t non estratte in Italia nel 2024 | Riduzione impatto estrattivo |
🌱 Per le aziende che compilano il bilancio di sostenibilità (ESG/CSRD) o che partecipano a gare pubbliche con criteri ambientali, il conferimento documentato a Savoldi Srl fornisce evidenza verificabile: peso certificato del vetro conferito, codice CER, destinazione a impianto autorizzato e quantità di MPS prodotta. Tutto tracciato e disponibile su richiesta per audit e certificazioni di filiera.
Perché scegliere Savoldi Srl per il recupero del tuo vetro industriale
Nel territorio bergamasco operano diversi raccoglitori di vetro. La differenza rispetto a Savoldi Srl sta in tre elementi concreti che nessun intermediario può offrire:
- Impianto di selezione semiautomatico dedicato al vetro: linea specifica per la cernita vetro/metalli/ceramica ad Albano Sant’Alessandro — non un magazzino generico, ma un processo di lavorazione che trasforma il rottame in cullet conforme agli standard di vetreria
- Oltre 70 anni di attività nel settore e collaborazioni con i Comuni BG: gestiamo sia i conferimenti industriali sia le raccolte comunali del territorio bergamasco, con una conoscenza diretta delle filiere di destinazione (vetrerie lombarde e nazionali)
- Sistema di Gestione Integrato certificato ANCIS: qualità e ambiente monitorati con standard certificati — indispensabile per le aziende che devono documentare la propria catena di fornitura per audit, certificazioni ISO o rendicontazioni ESG
- FIR digitale e RENTRI già operativi: zero oneri per il cliente nella transizione al sistema di tracciabilità elettronico — gestiamo noi tutta la documentazione digitale dal primo ritiro
- Mezzi propri e flessibilità logistica: autocarri con gru e cassoni scarrabili installati direttamente in azienda; frequenza di ritiro concordata (settimanale, mensile o su chiamata per picchi di produzione)
- Gestione delle pratiche inclusa: FIR, codice CER, registro di carico/scarico — nessun rischio sanzionatorio per il cliente, nessun adempimento burocratico aggiuntivo
Contattaci per un sopralluogo gratuito. Valutiamo le tipologie di vetro prodotto, la frequenza di generazione degli scarti e lo spazio disponibile, e proponiamo la soluzione più efficiente. Tel: +39 035 4521230 — info@savoldisrl.com
FAQ – Il riciclo del vetro in breve
Il vetro industriale è un rifiuto speciale?
Sì, se deriva da attività produttive è classificato come rifiuto speciale non pericoloso e deve essere gestito secondo il D.Lgs. 152/2006.
Il riciclo del vetro può essere fatto quante volte?
Il vetro è riciclabile al 100% e può essere rifuso più volte senza perdere qualità o proprietà tecniche.
È obbligatorio il FIR digitale per il trasporto del vetro?
Sì, quando è classificato come rifiuto speciale il trasporto deve essere accompagnato da FIR, oggi progressivamente in formato digitale tramite RENTRI.
Il vetro sporco o contaminato può essere riciclato?
Dipende dal livello di contaminazione: impurità leggere sono eliminabili, ma materiali ceramici o inquinanti possono compromettere il recupero.
Quali vantaggi ha un’azienda nel riciclare il vetro?
Riduce costi di smaltimento, migliora la sostenibilità ambientale e contribuisce alla riduzione delle emissioni e del consumo di materie prime.

